e
nel mettermi nei tuoi panni ho provato la solitudine delle persone come te.
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nel mettermi nei tuoi panni ho provato la solitudine delle persone come te.
la memoria su cui è costruita l’intera struttura della mia personalità è come una cantina ammuffita, di quelle che entri e hai paura e ti perdi nel primo scatolone che trovi e ti ricordi com’eri e capisci perchè sei.

con un verbo in più puoi mandare in tilt una persona.
Questa piccola vita non è nulla,
se non un modo per regalarsi all’eternità
ed in essa riconoscerci.
Non c’è niente di più volgare che vedere una donna fotografare un’altra donna
assecondando i desideri sessuali maschili.
di quella sessualità piatta, facile, amabile.
ammiccare, strizzare, siliconare.
( ti prego di non costruire ancora e ancora gabbie per me)
se un uomo ci vede belle nel culo sodo dei vent’anni (capirai quale sforzo!), noi possiamo spostare l’obiettivo verso altro.
(e non ditemi che non lo sapevate.)
che amore è responsabilità di un senso che si è visto oltre l’apparenza.
se non avete abbastanza cuore da portare l’occhio altrui fino a quel punto, meglio il silenzio.